Primi approcci cristiani all'Islam nel Secondo Millennio
Perciò, dopo aver attraversato mari e deserti, raggiunsi Bagdad, la più famosa città dei Saraceni, in cui ha sede il loro maggior centro di studi, e qui appresi sia la lingua che la scrittura araba
Riccoldo da Montecroce, I Saraceni, 58
Pietro il Venerabile e la prima traduzione latina del Corano
Tra XIII e XIV secolo, in Europa si sviluppa un interesse sempre più strutturato per l’Islam.
Un ruolo fondamentale fu svolto da Pietro il Venerabile (1092-1156), abate di Cluny (Francia), che promosse la prima traduzione latina del Corano, segnando una svolta nel modo in cui il mondo cristiano si accostava all’Islam: non più soltanto come nemico militare, ma come realtà religiosa da conoscere e confutare sul piano intellettuale.
Il formidabile laboratorio culturale e religioso spagnolo
Il rinnovato interesse per l’Islam affondava le sue radici soprattutto nella Spagna medievale, luogo di convivenza tra cristiani, ebrei e musulmani, dove il confronto culturale era quotidiano. In particolare Toledo, dopo la conquista cristiana del 1085, divenne il principale centro di traduzioni dell’Occidente latino, grazie alla collaborazione tra studiosi cristiani, ebrei e mozarabi.
Domenicani e Francescani tra studio e testimonianza
Un cambiamento decisivo si verificò nella seconda metà del XIII secolo con l’ascesa degli ordini mendicanti, in particolare Domenicani e Francescani.
I Domenicani svilupparono un progetto sistematico fondato sullo studio e sulla predicazione: promossero l’apprendimento dell’arabo e la conoscenza dei testi islamici.
I Francescani privilegiarono inizialmente una predicazione semplice e immediata, basata sulla testimonianza personale e sulla disponibilità al martirio, mostrando un interesse minore per l’approccio linguistico e dottrinale.
Raimondo de Penyafort e Ramon Martí e l’approccio linguistico
Dopo il fallimento delle Crociate (1291), si afferma una nuova sensibilità missionaria, che vede nella conoscenza linguistica e teologica il mezzo privilegiato per il confronto con l’Islam.
In questo contesto emergono figure come Raimondo de Penyafort (m. 1275), promotore di scuole di lingue orientali, e Ramon Martí (m. 1285), autore di opere polemiche come il De seta Machometi (La setta di Maometto).
Guglielmo da Tripoli e un originale stile pacifico
Guglielmo da Tripoli (XII sec.) si distingue per un atteggiamento più ottimistico verso l’Islam, sottolineando le affinità tra Corano e Vangelo e privilegiando la conversione tramite la predicazione pacifica.
Riccoldo da Montecroce e una prima visione teologica
Figura centrale è Riccoldo da Montecroce (m. 1320), domenicano fiorentino, che visse a lungo in Oriente e imparò l’arabo. Nelle sue opere, in particolare il Contra legem Sarracenorum, egli sviluppa una critica dell’Islam fondata su presupposti della teologia di Tommaso d’Aquino: la ragione non dimostra la fede cristiana, ma può smascherare l’irrazionalità della dottrina islamica. L’opera, ampiamente diffusa e tradotta nei secoli successivi, segna il passaggio da una polemica a una iniziale teologia cristiana delle religioni, in cui l’Islam è interpretato esclusivamente alla luce del Cristianesimo, considerato l’unica rivelazione pienamente vera.
Tommaso d’Aquino
Tommaso d’Aquino (m. 1274) fornì i termini teologici per un giudizio cristiano sistematico sull’Islam. Nella Summa contra Gentiles, redatta a partire dal 1259 su richiesta di Raimondo de Penyafort, Tommaso intese offrire ai missionari attivi in Spagna e nel Nord Africa un manuale dottrinale per il confronto con pagani, ebrei e musulmani.
Nel trattato De rationibus fidei contra Saracenos, Graecos et Armenos (Le ragioni della fede contro i saraceni, i greci e gli armeni), completato nel 1264, egli rispose a obiezioni specifiche sollevate soprattutto dai musulmani, ribadendo la natura apologetica della sua riflessione. In entrambe le opere, la fede cristiana è difesa mediante l’uso della ragione, ma senza riconoscere alle altre religioni un’autonoma legittimità teologica.
Bibliografia
Registrazione video, conferenza su “La donna nel Corano” (Ida Zilio-Grandi)
“La misericordia nell’Islam” (Ida Zilio-Grandi)
“Il male nel Corano e nell’Islam” (Ida Zilio-Grandi)
“Il buon musulmano tra legge e virtù” (Ida Zilio-Grandi)
“Sessualità, castità e pudore nell’Islam” (Ida Zilio-Grandi)
(Paolo Branca)