Musulmani e Cristiani dal 632 all'anno 1000

Vi è anche la superstizione degli ismaeliti che ancora oggi prevale e mantiene la gente in errore,
come precursore dell'Anticristo. Essi discendono da Ismaele,
nato ad Abramo da Agar, e per questo motivo sono chiamati agareni o ismaeliti

Giovanni Damasceno, Fons cognitionis De haeresibus

 

Nel VII secolo d.C. nella penisola arabica era presente una esigua presenza di cristiani, soprattutto sotto forma di singoli credenti piuttosto che di comunità strutturate. 

Muḥammad entrò probabilmente in contatto con il Cristianesimo durante i suoi viaggi mercantili in Siria. È importante ricordare Baḥīrā noto anche come Sergio il Monaco, un monaco cristiano siriaco del VI secolo che, secondo la tradizione, avrebbe riconosciuto nel giovane Maometto un carisma profetico, contribuendo alla sua formazione religiosa.

Il patto di Naǧrān (632)

Un momento significativo fu l’incontro del 632 d.C. con una delegazione di cristiani di Naǧrān, giunta a Medina per discutere questioni cristologiche, in particolare la natura di Gesù, riconosciuto dall’Islam come profeta e non come Figlio di Dio. 

L’incontro si concluse con il cosiddetto patto di Naǧrān, che garantì protezione, libertà di culto e autonomia ai cristiani in cambio del pagamento di un tributo. 

Tale accordo divenne il modello della dhimma, lo statuto giuridico dei non musulmani nei territori islamici.

Organizzazione ed espansione dell’Islam

Dopo la morte di Muḥammad nel 632, l’Islam conobbe una rapida espansione sotto i califfi “ben guidati” e successivamente sotto le dinastie omayyade e abbaside, entrando in contatto con le popolazioni cristiane. Parallelamente, l’Islam si strutturò fissando il canone coranico, le pratiche rituali e le norme giuridiche e affrontando divisioni interne, tra cui la scissione tra sunniti e sciiti.

Il rapporto tra cristiani e musulmani si sviluppò su due piani principali: 

  • la protezione dei cristiani in cambio di un tributo, con condizioni variabili a seconda dei contesti politici; 

il confronto teologico, spesso segnato da diffidenza reciproca e dalla polemica.

Giovanni Damasceno (640/680-753) e l’Islam come una eresia cristiana

Tra i primi autori cristiani spicca Giovanni Damasceno, funzionario e teologo che nella sua opera La fonte della conoscenza non riconobbe l’Islam come religione autonoma, ma lo interpretò come una eresia cristiana.

Grazie alla sua conoscenza dell’arabo, citò il Corano per confutare la missione profetica di Muḥammad e difendere la divinità di Cristo. Tra le sue opere La fede ortodossa (De fide ortodoxa).

Il suo intento non fu dialogico, ma apologetico: mettere in guardia i cristiani dalle “false dottrine” e riaffermare l’ortodossia cristiana.

Accanto a lui, altri autori, come Teodoro Abū Qurra (m. 823), adottarono un approccio più razionale e dialettico, mentre dal versante musulmano si svilupparono ugualmente opere polemiche contro il Cristianesimo. Qui l’opera La libertà e un approfondimento su “Islam e libertà”.

Nel complesso, questa prima fase dell’incontro tra cristiani e musulmani fu caratterizzata più dalla controversia e dalla difesa identitaria che dal dialogo.

La critica all’Islam di al-Kindī (IX sec)

In questo contesto si colloca anche l’Apologia di ʿAbd al-Masīḥ al-Kindī una delle più significative opere polemiche cristiane contro l’Islam, strutturata come uno scambio epistolare. 

Alla lettera iniziale di un musulmano, che invita l’amico cristiano a convertirsi all’Islam, segue la lunga risposta di al-Kindī che difende il cristianesimo e critica radicalmente l’Islam, mettendo in discussione la profezia di Muḥammad e l’etica musulmana. 

Una tesi su al-Kindī, un articolo di approfondimento in inglese.

Bibliografia