Ludovico Marracci, un islamista di Torcigliano di Camaiore (Lucca)
Tenendo io in mano, dice egli, un foglio, trovato in certa Libreria,
scritto con caratteri a me ignoti; m'incontrai in un Maronita, da cui intesi che quei caratteri
erano Arabici. Egli mi lodò assai quella lingua: ed io avendo concepito una gran voglia di
farne acquisto, ne imparai a mente l'Alfabeto; e dai Levantini, che stavano in Roma, mi
feci insegnare la maniera di pronunziare le lettere; ciocché mi costò poca fatica. Il resto
l'ho appreso da per me, senz'altri Maestri, valendomi solamente della Grammatica, e dei Lessici
Ludovico Marracci, Prefazione alla confutazione del Corano
Ludovico Marracci nacque il 6 ottobre 1612 a Torcigliano di Camaiore, in provincia di Lucca, in una famiglia agiata e profondamente inserita negli ambienti della religiosità lucchese.
Nel 1627 entrò nella Congregazione dei Chierici Regolari della Madre di Dio, ordine fondato da Giovanni Leonardi, scelta condivisa da numerosi membri della famiglia, tra cui il fratello maggiore Ippolito, il fratello Francesco, Fulgenzio e lo stesso padre, che vi entrò come laico dopo la morte della moglie.
All’interno della Congregazione Ludovico ricoprì vari incarichi di responsabilità, sia formativi sia di governo, e compose la Vita del venerabile padre Giovanni Leonardi lucchese (Roma 1673).
Tra Lucca e Roma
Nel 1629 si trasferì a Roma presso il collegio di Santa Maria, dove approfondì lo studio del greco e delle lingue semitiche (siriaco, ebraico, caldaico) e apprese da autodidatta l’arabo.
Rientrato a Lucca nel 1638, insegnò grammatica e retorica, esperienza da cui nacque il Primo corso della grammatica della lingua latina (1646), opera innovativa per la didattica del latino; coltivò inoltre interessi poetici e tradusse numerosi testi patristici mariani, tra cui la Paracletica di Giovanni Damasceno.

A Roma, orientalista e traduttore
Nel 1645 tornò a Roma, chiamato da Innocenzo X a collaborare con la Congregatio de Propaganda Fide alla traduzione della Bibbia in arabo: dopo una complessa revisione affidatagli personalmente, la Biblia sacra Arabica fu stampata nel 1671.
Nel 1656 subentrò a Filippo Guadagnoli nella cattedra di arabo alla Sapienza, affermandosi come uno dei principali orientalisti europei del XVII secolo.ù
Fu confessore di importanti personalità romane, tra cui Benedetto Odescalchi, futuro Innocenzo XI, del quale redasse una sintesi biografica.
Marracci dedicò la vita alla ricerca filologica e controversistica, culminata nella traduzione latina del Corano (1698) opera che segna una svolta negli studi islamici occidentali per il rigoroso uso delle fonti arabe.
Ippolito Marracci, fratello e teologo
In questo percorso intellettuale fu rilevante anche il contesto familiare e culturale rappresentato dal fratello Ippolito Marracci (1604-1675), sacerdote della stessa Congregazione, teologo e instancabile promotore della spiritualità mariana, noto come il “bibliografo della Madre di Dio” per la Bibliotheca Mariana (Roma 1648), vastissimo repertorio di oltre duemila autori dedicati alla mariologia.
Opere di arabistica e islamistica di Ludovico Marracci
- Biblia sacra Arabica, Roma 1671 (revisione e cura dell’edizione araba della Bibbia)
- Officium beatissimae Virginis Mariae (versione araba)
- Prodromus ad refutationem Alcorani, Roma, 1691 (Introduzione alla confutazione del Corano)
- Alcorani textus universus, Padova, 1698 (comprende la traduzione integrale in latino del Corano, il Prodromus e la Refutatio Alcorani, cioè la confutazione sistematica del testo coranico
Altre opere di Ludovico Marracci
- Vita del venerabile padre Giovanni Leonardi lucchese (Roma, 1673)
- Primo corso della grammatica della lingua latina (Lucca, 1646)
- Epigrammatum libri quinque (con Francesco Marracci) (Lucca, 1652)
- Paracletica in Santissimam Deiparam Virginem Mariam di Giovanni Damasceno, trad. latina (Roma, 1685; trad. it. 1687)
- Innocentii XI pontificis maximi vitae compendium
- Rimedio per curare la vanità femminile (Roma, 1680, anonimo)