L'età moderana: i tre imperi musulmani
Gunpowder Empires (Imperi della polvere da sparo)
Marshall G.S. Hodgson, The Venture of Islam, 1974
I tre grandi imperi musulmani dell’età moderna – Ottomano, Moghul e Safavide – si affermarono tra XV e XVI secolo come eredi della tradizione politica, religiosa e culturale dell’Islam medievale, sviluppatasi dopo la crisi del califfato abbaside e le invasioni mongole.
In un contesto di frammentazione politica, questi stati riuscirono a costruire imperi centralizzati, fondati su eserciti permanenti, uso delle armi da fuoco, burocrazie efficienti e una forte legittimazione religiosa. Essi segnarono il passaggio dal mondo islamico medievale a quello moderno, inserendosi pienamente nei grandi equilibri della storia globale.
L’Impero Ottomano (1299-1922)
Il più longevo e vasto, fondato in Anatolia da Osman I, si espanse rapidamente tra il XIV-XV secolo.
La conquista di Costantinopoli nel 1453 da parte di Maometto II pose fine all’Impero bizantino e fece di Istanbul la capitale ottomana.
Sotto Solimano il Magnifico (1520-1566) l’impero raggiunse il massimo splendore.
Governato da un sultano con potere politico e religioso, l’impero adottò il sistema dei millet, che garantiva autonomia alle comunità non musulmane.
Dal XVII secolo iniziò un lento declino, accentuato nel XIX secolo dall’ascesa dei nazionalismi e delle potenze europee. Sconfitto nella Prima Guerra Mondiale, l’impero scomparve con la nascita della Repubblica di Turchia nel 1923.

L’Impero Moghul (1526-1857)
Dominò il subcontinente indiano. Fondato da Bābur, discendente di Tamerlano e Gengis Khan, raggiunse il suo apogeo con Akbar il Grande, che promosse tolleranza religiosa, integrazione culturale e riforme amministrative.
Sovrani come Jahangir e Shāh Jahān favorirono arti e architettura, simbolizzate dal Taj Mahal.
Con Aurangzeb l’impero si estese al massimo territorio, ma le sue politiche rigide indebolirono la stabilità interna. Dopo il 1707 iniziò la frammentazione, fino al dominio britannico sancito nel 1857.
L’Impero Safavide (1501-1736)
Fondato da Ismā‘īl I, rese l’Islam sciita religione di Stato, distinguendosi nettamente dagli Ottomani sunniti. Con ‘Abbās I il Grande, la Persia conobbe riforme militari, sviluppo commerciale e un grande splendore culturale, con Isfahān come capitale. Dopo il XVII secolo, crisi interne e pressioni esterne portarono alla caduta della dinastia, ma l’eredità safavide plasmò in modo duraturo l’identità iraniana.