Le origini dell'Islam

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THE ORIGINS OF ISLAM

In the name of God, the Most Gracious, the Most Merciful.

THE ORIGINS OF ISLAM

Islam was born in the central Arabian Peninsula, in the region of the Ḥijāz, a desert plateau overlooking the Red Sea, where two important cities stood: Mecca and Yathrib (later Medina).

The area was a cultural and religious crossroads, influenced by Christianity, as well as by the presence of significant Jewish communities in Yemen and Medina.

In Mecca, within the sanctuary of the Ka‘ba, the Black Stone was venerated, along with the god Hubal, identified as Allah, together with the female deities Manāt, al-‘Uzzā, and al-Lāt. Mecca was a major economic and religious center due to its commercial position. The dominant families managed the sanctuary with a quasi-priestly role, although without a structured clergy. Alongside polytheism, individuals known as ḥanīfs emerged, oriented toward a monotheism independent of both Judaism and Christianity; among them is Muhammad.

The Prophet Muhammad

Faith in the prophethood of Muhammad is central in Islam, immediately after the affirmation of the oneness of God.

A man without supernatural powers, he was chosen as a divine messenger and leader of the new community of believers. In Muhammad coexist the religious model of the ideal Muslim and the historical figure of a political and social leader; his life becomes a normative example, reconstructed through the Qur’an and other sources.

Born in Mecca between 567 and 572, he was orphaned early and raised by his uncle Abū Ṭālib. In 595 he married the wealthy widow Khadīja, with whom he had four daughters, including Fāṭima, a central figure in Islamic history.

Fāṭima bint Muhammad (605–633) was the only one to leave descendants, marrying ʿAlī ibn Abī Ṭālib and becoming the mother of al-Ḥasan and al-Ḥusayn. Although she held no public roles, she is remembered for disputes with the caliph Abū Bakr. Her death and the injustices she suffered became symbols of suffering and legitimacy in Shiism, making her one of the most important female figures in Islamic history.

In 610 he began receiving revelations through the Archangel Gabriel; from 612 he started public preaching, encountering opposition from the Quraysh tribe of Mecca due to his condemnation of polytheism.

After the death of Khadīja and his uncle (619), he migrated to Yathrib in 622: the Hijra marks the beginning of the Islamic calendar and the birth of Medina as the “City of the Prophet.” Between 624 and 630, the community engaged in conflicts with Mecca, which ended with Muhammad’s peaceful entry into the city and the destruction of the idols.

In 632 he performed the Farewell Pilgrimage and died in Medina on 8 June of the same year.

The Ummah, Sunnis, and Shiites

The Islamic community is founded on unity, brotherhood, and solidarity among believers, beyond ethnic and cultural differences. Based on faith in God, the mission of Muhammad, and observance of divine law, it has both a religious and social dimension oriented toward justice and the common good. The historical birth of the Ummah dates to the Hijra of 622.

After the Prophet’s death, the issue of succession arose, leading to the election of Abū Bakr as the first caliph but also to a profound division. Sunnis recognized the authority of the community and the early caliphs, while Shiites attributed leadership exclusively to the Prophet’s family. The martyrdom of Ḥusayn at Karbala (680) definitively sealed the split within the Ummah.

 

Il contesto

L’Islam nasce al centro della penisola arabica, nella regione dello Hiǧaz, altopiano desertico affacciato sul Mar Rosso, dove sorgevano due importanti città: Mecca e Yathrib (poi Medina).

L’area era un crocevia culturale e religioso, influenzato dal cristianesimo, oltre alla presenza di consistenti comunità ebraiche nello Yemen e a Medina.

La religione dominante era il politeismo: si veneravano forze divine legate agli oggetti naturali, in particolare le pietre.

Alla Mecca, nel santuario della Ka‘ba, erano adorati la Pietra Nera e il dio Hubal, identificato come Allāh, insieme alle divinità femminili Manāt, al-‘Uzzā e al-Lāt. Mecca era un centro economico e religioso di primaria importanza grazie alla sua posizione commerciale. Le famiglie dominanti gestivano il santuario con una funzione quasi sacerdotale, pur senza un clero strutturato. Accanto al politeismo, emersero individui detti ḥanīf, orientati verso un monoteismo autonomo rispetto a ebraismo e cristianesimo; tra questi si colloca Muḥammad.

Il profeta Muḥammad

La fede nella profezia di Muḥammad è centrale nell’Islam, subito dopo l’affermazione dell’unicità di Dio

Uomo privo di poteri soprannaturali, egli fu scelto come messaggero divino e guida della nuova comunità dei credenti. In Muḥammad convivono il modello religioso del musulmano ideale e la figura storica di leader politico e sociale; la sua vita diviene esempio normativo, ricostruito attraverso il Corano e altre fonti.

Nato alla Mecca tra il 567 e il 572, rimase presto orfano e fu allevato dallo zio Abū Ṭālib. Nel 595 sposò la ricca vedova Khadīǧa, dalla quale ebbe quattro figlie, tra cui Fāṭima, centrale per la storia islamica. Fāṭima bint Muhammad (605-633) fu l’unica a dargli discendenza, sposando ʿAlī ibn Abī Ṭālib e diventando madre di al-Hasan e al-Husayn. Non ebbe ruoli pubblici, ma è ricordata per le controversie con il califfo Abū Bakr. La sua morte e le ingiustizie subite divennero simbolo di sofferenza e legittimità per lo Sciismo, rendendola una delle figure femminili più importanti della storia islamica.

Nel 610 Muḥammad iniziò a ricevere le rivelazioni tramite l’arcangelo Gabriele; dal 612 avviò la predicazione pubblica, incontrando l’ostilità della tribù meccana dei Quraysh per la condanna del politeismo. 

Dopo la morte di Khadīǧa e dello zio (619), emigrò a Yathrib nel 622: l’egira segna l’inizio del calendario islamico e la nascita di Medina come “città del Profeta”. 

Tra il 624 e il 630 la comunità affrontò conflitti con la Mecca, conclusi con l’ingresso pacifico di Muḥammad nella città e la distruzione degli idoli. 

Nel 632 compì il pellegrinaggio d’addio e morì a Medina l’8 giugno dello stesso anno.

La Umma, i Sunniti e gli Sciiti

La comunità islamica è fondata sull’unità, la fratellanza e la solidarietà tra i credenti, al di là delle differenze etniche e culturali. Basata sulla fede in Dio, sulla missione di Muḥammad e sull’osservanza della Legge divina, essa ha una dimensione religiosa e sociale, orientata alla giustizia e al bene comune. La nascita storica dell’Umma risale all’Egira del 622

Dopo la morte del Profeta sorse il problema della successione, che portò all’elezione di Abū Bakr come primo califfo ma anche a una profonda divisione. I sunniti riconobbero l’autorità della comunità e dei primi califfi, mentre gli sciiti attribuirono la guida esclusivamente alla famiglia del Profeta. Il martirio di Ḥusayn a Kerbela (680) sancì la frattura definitiva dell’Umma.

Bibliografia

Il contesto

L’Islam nasce al centro della penisola arabica, nella regione dello Hiǧaz, altopiano desertico affacciato sul Mar Rosso, dove sorgevano due importanti città: Mecca e Yathrib (poi Medina).

L’area era un crocevia culturale e religioso, influenzato dal cristianesimo, oltre alla presenza di consistenti comunità ebraiche nello Yemen e a Medina.

La religione dominante era il politeismo: si veneravano forze divine legate agli oggetti naturali, in particolare le pietre.

Alla Mecca, nel santuario della Ka‘ba, erano adorati la Pietra Nera e il dio Hubal, identificato come Allāh, insieme alle divinità femminili Manāt, al-‘Uzzā e al-Lāt. Mecca era un centro economico e religioso di primaria importanza grazie alla sua posizione commerciale. Le famiglie dominanti gestivano il santuario con una funzione quasi sacerdotale, pur senza un clero strutturato. Accanto al politeismo, emersero individui detti ḥanīf, orientati verso un monoteismo autonomo rispetto a ebraismo e cristianesimo; tra questi si colloca Muḥammad.

Il profeta Muḥammad

La fede nella profezia di Muḥammad è centrale nell’Islam, subito dopo l’affermazione dell’unicità di Dio

Uomo privo di poteri soprannaturali, egli fu scelto come messaggero divino e guida della nuova comunità dei credenti. In Muḥammad convivono il modello religioso del musulmano ideale e la figura storica di leader politico e sociale; la sua vita diviene esempio normativo, ricostruito attraverso il Corano e altre fonti.

Nato alla Mecca tra il 567 e il 572, rimase presto orfano e fu allevato dallo zio Abū Ṭālib. Nel 595 sposò la ricca vedova Khadīǧa, dalla quale ebbe quattro figlie, tra cui Fāṭima, centrale per la storia islamica. Fāṭima bint Muhammad (605-633) fu l’unica a dargli discendenza, sposando ʿAlī ibn Abī Ṭālib e diventando madre di al-Hasan e al-Husayn. Non ebbe ruoli pubblici, ma è ricordata per le controversie con il califfo Abū Bakr. La sua morte e le ingiustizie subite divennero simbolo di sofferenza e legittimità per lo Sciismo, rendendola una delle figure femminili più importanti della storia islamica.

Nel 610 Muḥammad iniziò a ricevere le rivelazioni tramite l’arcangelo Gabriele; dal 612 avviò la predicazione pubblica, incontrando l’ostilità della tribù meccana dei Quraysh per la condanna del politeismo. 

Dopo la morte di Khadīǧa e dello zio (619), emigrò a Yathrib nel 622: l’egira segna l’inizio del calendario islamico e la nascita di Medina come “città del Profeta”. 

Tra il 624 e il 630 la comunità affrontò conflitti con la Mecca, conclusi con l’ingresso pacifico di Muḥammad nella città e la distruzione degli idoli. 

Nel 632 compì il pellegrinaggio d’addio e morì a Medina l’8 giugno dello stesso anno.

La Umma, i Sunniti e gli Sciiti

La comunità islamica è fondata sull’unità, la fratellanza e la solidarietà tra i credenti, al di là delle differenze etniche e culturali. Basata sulla fede in Dio, sulla missione di Muḥammad e sull’osservanza della Legge divina, essa ha una dimensione religiosa e sociale, orientata alla giustizia e al bene comune. La nascita storica dell’Umma risale all’Egira del 622

Dopo la morte del Profeta sorse il problema della successione, che portò all’elezione di Abū Bakr come primo califfo ma anche a una profonda divisione. I sunniti riconobbero l’autorità della comunità e dei primi califfi, mentre gli sciiti attribuirono la guida esclusivamente alla famiglia del Profeta. Il martirio di Ḥusayn a Kerbela (680) sancì la frattura definitiva dell’Umma.

Bibliografia