La controriforma e gli albori dell’orientalistica
Per questo tutti sono obbligati a dialogare e a cercare il consenso
Raimondo Lullo, Liber de partecipatione Christianorum et Sarracenorum, n.19
La Controriforma, cioè l’epoca dopo il Concilio di Trento (1545-1563), segnò per la Chiesa cattolica non solo una riorganizzazione dottrinale e disciplinare, ma anche l’avvio di una nuova stagione missionaria e culturale.
In questo contesto maturarono gli albori dell’orientalistica cattolica moderna, intesa come sapere funzionale alla missione, al confronto teologico e alla presenza cristiana nei territori islamici.
Da Raimondo Lullo a Paolo V
Un punto di riferimento imprescindibile di questa tradizione fu Raimondo Lullo (m.1316), che già nel tardo Medioevo aveva individuato nella conoscenza dell’arabo e del pensiero islamico lo strumento privilegiato per l’evangelizzazione e la disputa razionale.
Le sue intuizioni furono recepite dal Concilio di Vienne (1311-1312), che auspicò l’istituzione di cattedre di arabo, ebraico e caldaico nelle principali università europee. Sebbene tale progetto rimase in larga parte incompiuto, esso costituì una svolta importante.
Papa Paolo V riprese esplicitamente questa linea, con la costituzione apostolica Apostolicae servitutis onere (1610), egli stabilì che lo studio delle lingue orientali fosse attivato presso tutti gli ordini religiosi regolari, invitandoli a dotarsi di scuole linguistiche interne. Tale disposizione parte dall’idea che la missione non potesse prescindere da una solida competenza linguistica e culturale, soprattutto nei confronti dell’Islam.

La nascita della Congregazione di Propaganda Fide (1622)
Gregorio XV nel 1622 fondò la Congregatio de Propaganda Fide, con lo scopo precipuo di formare una nuova classe di missionari, preparati non solo nelle scienze teologiche, ma anche nelle lingue orientali.
A Propaganda Fide fu legata una stamperia, attiva dal 1626, destinata alla produzione di strumenti fondamentali per lo studio, quali grammatiche, dizionari e testi biblici in lingua araba, tra cui la Biblia Arabica alla quale concorse anche Ludovico Marracci.
Le scuole di arabo
In questo clima fiorirono numerose scuole di lingua: a Roma sorsero istituzioni come la scuola dei Caracciolini presso San Lorenzo in Lucina e quella dei Francescani a San Pietro in Montorio; parallelamente, l’ambito universitario vide un rafforzamento degli studi arabi, come dimostra la presenza di una cattedra di arabo alla Sapienza già dal 1605, nonché a Padova.