Il Corano
Il Corano è il libro sacro dell’Islam; il termine Qur’ān significa “lettura, recitazione”.
Il Corano è considerato la Parola di Dio resa accessibile agli uomini tramite la recitazione orale e la lettura scritta.
La sua origine è nella “tavola ben custodita” (lawḥ maḥfūẓ), il libro celeste contenente la sintesi di tutte le Scritture e dei destini umani. La rivelazione (tanzīl) discende da questo archetipo celeste, adattandosi ai tempi e linguaggi degli uomini.
Secondo la tradizione islamica, la rivelazione iniziò nel 610 quando l’angelo Gabriele visitò Muḥammad sul monte Ḥirā’, mentre era in preghiera. I versetti furono rivelati progressivamente fino alla morte del Profeta, rispondendo a dubbi dei fedeli o esigenze contingenti.
La rivelazione è interamente considerata ispirazione letterale (ilhām), trasmessa anche oralmente, e Muḥammad è l’eletto messaggero (rasūl) senza possedere poteri soprannaturali.
Gli esegeti distinguono due periodi principali: il meccano, caratterizzato da sūre brevi e simboliche, che trattano l’unicità di Dio, la profezia e l’escatologia; e il medinese, con sūre più lunghe e normative, contenenti leggi e indicazioni sul ǧihād.
Il testo è in lingua araba chiara, composto da 6236 versetti (āyāt) distribuiti in 114 sūre, ognuna introdotta dall’invocazione “bismillah” (tranne la sūra 9).
L’ordine dei capitoli non segue la sequenza della rivelazione, ma la lunghezza, con la sūra al-fātiḥa all’inizio.
La compilazione scritta iniziò sotto il califfo Abū Bakr, per uniformare le diverse versioni memorizzate dai compagni, e fu consolidata da ‘Uthmān, che impose una versione unica alla comunità.

Per approfondire
Scheda: “Il Corano, parola rivelata di Dio”
Il Corano: testo integrale, traduzione di Ida Zilio-Grandi (Mondadori 2010), per il pdf del testo clicca qui
Edizioni del Corano in italiano, vedi qui