Il Corano di Marracci tra Roma e Padova (1698)
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THE QUR’AN OF MARRACCI
BETWEEN ROME AND PADUA (1698)
The complete text of the Qur’an,
transcribed with the utmost care and in the most beautiful script,
drawn from the most accurate Arabic copies,
translated with equal fidelity and diligence from the Arabic language into Latin;
with notes and refutations appended to each chapter…
— Ludovico Marracci, Alcorani textus universus, Padua, 1698
MARRACCI’S QUR’AN
BETWEEN ROME AND PADUA (1698)
Ludovico Marracci perceived the Islamic–Ottoman question as a religious, cultural, and political challenge. He feared the advance of Islam, going so far as to write that there was a risk that “Muhammad would tear the kingdom of the nations away from Christ and the Qur’an would eliminate the Gospel from the world.”
According to Marracci, the Christian response could not rely solely on force or superficial polemic; rather, he believed that a deep knowledge of the Qur’an in its original language was the necessary tool for an effective refutation.
The major work: the Latin Qur’an with commentary and refutation
Marracci’s major work is the complete Latin translation of the Qur’an, accompanied by an extensive apparatus of notes and refutations. The work, already completed in the mid-1670s, met with strong resistance: first from the Congregatio de Propaganda Fide, and then from the Roman Inquisition, partly due to a ban on printing the Qur’anic text issued by Pope Alexander VII.
The Prodromus (1691): a critical introduction to Islam
In 1691 Marracci published the Prodromus ad refutationem Alcorani, printed at the Propaganda Fide press in Rome.
The work is structured into four parts:
- a biography of Muhammad, the first in Europe based directly on Islamic sources;
- a critique of the Prophet’s alleged miracles;
- an analysis of Islamic doctrines;
- a moral comparison between Islamic law and Christian law.
The Prodromus represents a qualitative leap in Western Islamic studies due to its accuracy and systematic approach.
The complete work (1698): text, translation, and refutation
In 1698 the complete Refutatio Alcorani finally appeared, including: the Arabic text of the Qur’an, a literal Latin translation, extensive critical annotations, and systematic refutations. It was printed in the prestigious Press of the Seminary of Padua, founded in 1680 by Cardinal
Testo integrale del Corano
trascritto con la massima diligenza e nei caratteri piĂą belli,Â
tratti dalle copie arabe più corrette, tradotto con la stessa fedeltà e pari diligenza dalla lingua araba in latino; con note e confutazioni allegate a ciascun capitolo…
Ludovico Marracci, ALCORANI TEXTUS UNIVERSUS, Padova 1698
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Marracci percepì la questione islamica-ottomana come una sfida religiosa, culturale e politica. Egli temeva l’avanzata musulmana arrivando a scrivere che si rischiava addirittura che «Maometto strappasse a Cristo il regno delle genti e il Corano eliminasse dal mondo il Vangelo».Â
Secondo Marracci, l’approccio dei cristiani non poteva essere affidato solo alla forza o alla polemica superficiale, al contrario, egli riteneva che la conoscenza profonda del Corano, nella sua lingua originale, fosse lo strumento per una confutazione efficace.Â
L’opera maggiore di Marracci è la traduzione integrale in latino del Corano, accompagnata da un ampio apparato di note e confutazioni. Il lavoro, completato giĂ a metĂ degli anni Settanta del Seicento, incontrò forti resistenze: prima da parte della Congregazione de Propaganda Fide, poi dell’Inquisizione romana, anche a causa del divieto di stampa del testo coranico emanato da Alessandro VII.Â
Il Prodromus (1691): una introduzione critica all’Islam
Marracci diede prima alle stampe nel 1691 il Prodromus ad refutationem Alcorani, presso la tipografia di Propaganda Fide a Roma.Â
L’opera si articola in quattro parti:Â
- una biografia di Maometto, la prima in Europa basata direttamente su fonti islamiche;Â
- una critica ai presunti miracoli del profeta;Â
- un’analisi dei dogmi dell’Islam;Â
- un confronto morale tra la legge islamica e quella cristiana.Â
Il Prodromus rappresenta un salto qualitativo nello studio occidentale dell’Islam per la sua accuratezza.
L’opera completa: Prodromus e Refutatio Alcorani insieme (1698): testo arabo, traduzione latina, confutazione
Nel 1698 vide finalmente la luce l’opera completa la Refutatio Alcorani, contenente: il testo arabo del Corano, la traduzione latina ad litteram, ampie annotazioni critiche e confutazioni,stampata dalla prestigiosa Tipografia del Seminario di Padova, fondata nel 1680 dal Card. Gregorio Barbarigo (1625-1697).

Pregi e limiti dell’opera
L’opera di Marracci si colloca in continuitĂ con la tradizione medievale inaugurata da Roberto di Ketton (1110-1160), ma se ne distacca per l’uso sistematico delle fonti islamiche e per l’attenzione filologica.Â
Pur rimanendo finalizzata alla confutazione, essa supera il pregiudizio medievale e inaugura un approccio piĂą scientifico al Corano. Marracci stesso, tuttavia, sembra concepire la sua opera piĂą come strumento di controversia accademica che di missione diretta.Â
Marracci ha prodotto una traduzione che ancora oggi potremmo chiamare scientifica. La sua vasta conoscenza della lingua araba e dell’esegesi coranica gli hanno permesso di rispettare non solo la metrica della grammatica araba, quasi riproponendo la prosa rimata del Corano, ma anche ha appoggiato le note a ogni capitolo su commentari coranici famosi, come quello di al-Zamakhshari (m. 1144).Â
La traduzione e la confutazione di Marracci rappresentano una svolta decisiva negli studi islamici. Come osservò il grande islamista Francesco Gabrieli (1904-1996), essa costituisce la vera editio princeps del Corano in Europa, punto di riferimento per tutte le edizioni e traduzioni successive. Tale opera segna il passaggio da una polemica ideologica a un confronto fondato sulla conoscenza rigorosa dell’altro.
