Il Corano di Marracci (1698) pregi e limiti di un’opera controversa

TITOLO PRIMA PARTE

TESTO INTEGRALE DEL CORANO

Trascritto con la massima fedeltà e nei caratteri più belli, 

dalle copie più corrette degli arabi,

e tradotto con la stessa fedeltà e con altrettanta attenzione dalla lingua araba in latino;

con note e confutazioni aggiunte a ogni capitolo.

A tutto questo è premesso un PROLOGO

che occupa l'intero primo volume, 

il cui contenuto è indicato nella pagina seguente.

[traduzione] A cura di LUDOVICO MARRACCI

della Congregazione dei Chierici Regolari della Madre di Dio,

già Confessore di Innocenzo XI di gloriosissima memoria.

PADOVA 1698

Dalla Tipografia del Seminario

Con il permesso dei Superiori

TITOLO SECONDA PARTE

CONFUTAZIONE DEL CORANO

in cui la scure è posta alla radice 

della superstizione maomettana;

e Maometto viene sgozzato con la sua stessa spada;

Dedicato alla sacra maestà cesarea

di LEOPOLDO I IL GRANDE, IMPERATORE DEI ROMANI

Da parte dell'autore LUDOVICO MARRACCI di Lucca

dalla Congregazione dei Chierici Regolari della Madre di Dio,

già Confessore di Innocenzo XI di gloriosissima memoria.

PADOVA 1698

Dalla Tipografia del Seminario

Con il permesso dei Superiori

Un esempio di traduzione – La Sura I (foto della pagina relativa)

Sura I Aperiens 

«In nomine Dei Miseratoris Misericordis; Laus Deo, Domine Mundorum; Miseratori, Misericordi; Regnanti diei Judicii; Te colimus, et te in auxilium imploramus; Dirige nos in viam rectam; Viam illorum, erga quos beneficus fuisti: non actum iracundè contra eos: et non Errantium».

Sura I Esordio - 1Nel nome di Dio, il Clemente, il Compassionevole. 2Sia lodato Dio, il Signore dei mondi, 3il Clemente, il Compassionevole, 4Colui che possiede il giorno del giudizio. 5Te adoriamo, Te chiamiamo in aiuto. 6Guidaci alla diritta via, 7la via di quelli che hai colmato di grazia, non quelli che ti fanno adirare, non quelli che errano. 

(Traduzione dall’arabo di Ida Zilio-Grandi, da Il Corano, Mondadori 2010, p. 3)

Un esempio di confutazione

Sura CXII Unificatio - «Dic, Est Deus unus; Deus sempiternus; Non genuit et non est genitus; Et non fuit illi par ullus».

Sura (112) Il culto puro - «Nel nome di Dio, il Clemente, il Compassionevole 1Di’: «Egli, Dio, è uno, 2Dio l’eterno, 3non ha generato, non è generato, 4non c’è nessuno pari suo». 

(Traduzione dall’arabo di Ida Zilio-Grandi, da Il Corano, Mondadori 2010, p. 418).

Confutazione (Refutatio): «Se “generare” e “generarsi” si intendono in quel senso che intende Maometto, è certo che Dio né genera né è generato. Egli, infatti, essendo assai grossolano nel suo modo di pensare, ritiene che Dio non possa avere un figlio se non mediante unione con qualche donna. Così, infatti, parla nella Sura 6, intitolata: “Creatore dei cieli e della terra: come potrebbe avere un figlio, se non ha moglie?”

Ma se “essere generato” si intende in Dio nel modo in cui lo insegna la fede cristiana, neppure i maomettani possono negarlo, come abbiamo dimostrato diffusamente contro gli stessi maomettani nella seconda parte del Prologo.

Ritenere poi che la generazione non possa avvenire se non mediante unione carnale del maschio con la femmina è cosa da uomo assai stolto e del tutto bestiale, poiché non pochi animali sono generati senza l’unione del maschio e della femmina» (Traduzione dal latino).