Il calendario delle feste islamiche

Il Ramaḍān è il mese in cui è stato rivelato il Corano come guida per gli uomini,
prove chiare di guida e di discernimento

Sura della Vacca 2,185

Il Corano è considerato la Parola di Dio resa accessibile agli uomini tramite la recitazione orale e la lettura scritta.

Il calendario islamico (Egira) è un calendario lunare di 354-355 giorni, iniziato il 16 luglio 622 d.C. Essendo più breve di quello gregoriano, anticipa di circa 10-11 giorni l’anno, perciò le festività si spostano annualmente. Basato sull’osservazione della luna (mesi di 29 o 30 giorni), non ha una corrispondenza fissa con il calendario gregoriano, quindi per le date precise servono convertitori specifici. I mesi sono..."

  1. Muḥàrram مُحَرَّم‎ di 30 giorni.
  2. Ṣàfar صَفَر‎ di 29 giorni.
  3. Rabīʿ al-àwwal - رَبِيع الْأَوَّل‎ di 30 giorni.
  4. Rabīʿ al-thānī - رَبِيع الثَّانِي‎ di 29 giorni.
  5. Jumādā al-ūlā جُمَادَى الْأُولَى‎ di 30 giorni.
  6. Jumādā al-thāniyya o Jumāda al-akhīraجُمَادَى الثَّانِيَّة‎ di 29 giorni.
  7. Ràjab - رَجَب‎ di 30 giorni.
  8. Shaʿbān شَعْبَان‎ di 29 giorni.
  9. Ramaḍān رَمَضَان‎ di 30 giorni.
  10. Shawwāl - شَوَّال‎ di 29 giorni.
  11. Dhū l-qaʿda - ذُو ٱلْقَعْدَة‎ di 30 giorni.
  12. Dhū l-ḥijja - ذُو ٱلْحِجَّة‎ di 29 giorni (30 negli anni "bisestili").

 

Il calendario regola le principali festività religiose comuni a sunniti e sciiti e insieme agli antichi manuali astronomici ha storicamente aiutato a determinare i tempi delle preghiere, del Ramaḍān e delle attività agricole.

  • La Nascita del Profeta Muḥammad: si celebra il 12 del mese di Rabīʿ al-awwal e iniziò a essere celebrata nel X secolo e per i sufi è particolarmente importante. Le celebrazioni iniziano il primo giorno di questo mese lunare e culminano il dodicesimo giorno con letture della vita e degli elogi del Profeta.

 

  • La Notte del Destino (Laylat al-qadr): celebrata il 27 del mese di Ramadan (Cor 97,3-5). È considerata la notte in cui il Corano è stato rivelato al Profeta Muḥammad. I musulmani trascorrono la notte leggendo il Corano e pregando.

 

  • La Festa della Rottura del Digiuno (‘īd al-fiṭr): si celebra il primo giorno del mese di Šawwāl. Un tempo considerata meno importante, oggi è forse la più gioiosa delle festività. Durante ʿid al-fiṭr, si scambiano auguri e doni, si ringrazia Dio per aver superato il mese del digiuno e si indossa un vestito nuovo per andare in moschea a pregare. Segue una visita a parenti e amici, con la distribuzione di un banchetto, parte del quale viene donata ai poveri. Inoltre, è l’occasione per riconciliarsi con parenti e amici, iniziando così una nuova vita serena.

 

  • La Festa del Sacrificio (‘īd al-aḍḥā): si celebra il 10 del mese di Ḏū al-Ḥiğğa e commemora il sacrificio del profeta Abramo, che stava per immolare suo figlio primogenito, Ismāʿīl (secondo il Corano) in obbedienza a Dio. La celebrazione coincide con l’ultimo giorno del Pellegrinaggio alla Mecca e si svolge nella valle di Minā. Dopo la preghiera comune, si procede all’immolazione di un animale, un terzo del quale viene distribuito ai poveri.

 

  • La Notte dell’Ascensione: celebrata il 27 del mese di Raǧab, commemora la visione notturna e l’ascensione al cielo del Profeta Muḥammad. La giornata è dedicata alla preghiera e alla lettura delle narrazioni del miʿrāǧ e della vita del Profeta.

 

  • La festa dell’‘Āšūrā: celebrata il 10 del mese di Muḥarram, ricorda tre eventi importanti: Noè uscì dall’Arca, Mosè e gli ebrei lasciarono l’Egitto, e Ḥusayn, il nipote del Profeta Muḥammad che subì il martirio a Karbala nel 680 d.C. Questa festa è particolarmente celebrata dagli sciiti. Questo evento è un momento centrale nella storia e nella spiritualità sciita, rappresentando il sacrificio e la lotta contro l’ingiustizia. Durante ʿĀšūrā, i fedeli sciiti partecipano a processioni, recitano elegie e organizzano rappresentazioni teatrali (taʿziya) che rievocano il martirio di Ḥusayn. Molti praticano il digiuno e alcuni eseguono atti di penitenza.

 

  • La festa dell’Arba‘īn: celebrata il 20 di Ṣafar (40 giorni dopo ʿĀšūrā), segna il quarantesimo giorno di lutto per il martirio dell’Imām Ḥusayn. È uno dei più grandi pellegrinaggi del mondo musulmano, con milioni di fedeli che si recano a Karbala, in Iraq, per visitare il santuario di Ḥusayn. I fedeli recitano preghiere e commemorano il suo sacrificio con letture e sermoni.

Bibliografia