I pilastri dell'Islam

La professione di fede (šahāda)

Formulata nell’affermazione: «Non v’è altro dio che Dio e Muḥammad è il Messaggero di Dio», proclama l’assoluta unicità divina, principio da cui deriva l’intero edificio dell’Islam. La šahāda non è una semplice formula rituale, ma richiede una costante consapevolezza della presenza di Dio, che orienta il comportamento morale e stimola la ricerca della conoscenza spirituale. È pronunciata nelle preghiere quotidiane, al momento della conversione, nei momenti di difficoltà e come rafforzamento della fede.

La preghiera rituale (ṣalāt)

Atto di adorazione diretto a Dio senza mediazioni. È composta da unità rituali (rak‘āt) che includono recitazioni, inchini e prosternazioni, accompagnati dalla recitazione di versetti coranici in lingua araba.
Le preghiere obbligatorie sono cinque al giorno, distribuite dall’alba alla notte, e scandiscono il tempo del credente, rendendolo consapevole del rapporto tra l’eternità divina e il fluire del mondo. La preghiera è preceduta dall’abluzione rituale, dall’appello del muezzin (adhān) e si svolge rivolti verso la Mecca (qibla), individualmente o in comunità, sotto la guida di un imām, soprattutto il venerdì.
La preghiera deve essere svolta in un luogo pulito, rivolti verso la Mecca (qibla), su un tappeto di preghiera che simboleggia il distacco dal mondo esterno.
Accanto alle preghiere obbligatorie, esistono preghiere volontarie, considerate doni spirituali liberamente offerti dal credente.

L’elemosina legale (zakāt)

Significa “purificazione”, ed è un dovere religioso e sociale che prevede la redistribuzione di una parte della ricchezza a favore dei bisognosi. La zakāt patrimoniale consiste generalmente nel versamento del 2,5% dei beni che superano una determinata soglia, mentre la zakāt al-fiṭr è personale ed è corrisposta alla fine del Ramaḍān. Essa eleva la solidarietà a obbligo religioso, fondamento della giustizia sociale.

 

Il digiuno del mese di Ramaḍān (ṣawm)

Consiste nell’astenersi da cibo, bevande, fumo e rapporti sessuali dall’alba al tramonto. Il digiuno sviluppa autodisciplina, pazienza e consapevolezza spirituale. Sono previste esenzioni per malati, viaggiatori e altre categorie, con forme di compensazione. Il mese si conclude con la festa di ‘īd al-fiṭr.

 Il pellegrinaggio alla Mecca (ḥaǧǧ)

Da compiersi almeno una volta nella vita, se possibile. Si svolge in giorni prestabiliti e comprende riti simbolici come la circumambulazione della Ka‘ba e la sosta sul monte ‘Arafa. Il ḥaǧǧ rappresenta l’unità della comunità islamica ed è considerato il “termometro dell’Islam”.

 

Per approfondire

Bibliografia