Bibliander e Lutero (1543), Lepanto 1571

Come cristiano, vorrei dire a questo punto: sì, nella storia anche in nome della fede cristiana si è fatto ricorso alla violenza. Lo riconosciamo, pieni di vergogna. Ma è assolutamente chiaro che questo è stato un utilizzo abusivo della fede cristiana, in evidente contrasto con la sua vera natura. Il Dio in cui noi cristiani crediamo è il Creatore e Padre di tutti gli uomini, a partire dal quale tutte le persone sono tra loro fratelli e sorelle e costituiscono un’unica famiglia.

Benedetto XVI, Discorso ad Assisi, 27 ottobre 2011 

La traduzione latina del Corano di Bibliander (1543)

 

Theodor Bibliander (1506-1564), attivo a Zurigo, tra le sue opere spicca la versione latina del Corano, realizzata a partire da quella di Roberto di Ketton (1143), e stampata a Basilea nel 1543, da Johannes Oporin (1507-1568). 

L’opera contiene il Corano e altri testi islamici e testi di polemica cristiana, e favorì un’ampia conoscenza dell’Islam in Europa, dove all’epoca aleggiava “il pericolo turco”, percepito come la più grande minaccia sia politica che religiosa, si pensi all’assedio di Vienna nel 1529.

 Il “pericolo turco”

I Turchi (Ottomani/Musulmani) coincidevano con “l’Islam”, erano i saraceni, i “maomettani”, gli “infedeli”, diventando la concentrazione di tutti i mali, la causa di tutti i problemi, il nemico da eliminare, l’eresia più virulenta. 

La polemica e l’avversione contro i Turchi era diffusa e feroce, dai toni aspri e con connotazioni sia politiche che teologiche.

 

La Prefazione di Lutero al Corano di Bibliander

In tale clima, si inseriscono anche i protagonisti della Riforma, ad esempio Martin Lutero (1483-1546) scrisse il Libretto sulla religione e i costumi dei Turchi (1530) e l’Esortazione alla preghiera contro i Turchi (1541), ma il testo più significativo è la sua l’In Alcorani Praefatio (Prefazione) al Corano di Bibliander.

La battaglia di Lepanto, “icona” dello scontro politico tra Occidente cristiano e Oriente musulmano

Un evento che ha contribuito ad alimentare un clima di scontro e contrapposizione tra cristiani e musulmani, e che purtroppo viene ricordato ancora da alcuni cristiani come esempio di superiorità e orgoglio, è la battaglia navale di Lepanto, località della Grecia, nel golfo di Corinto. 

Il 7 ottobre 1571 le flotte musulmane dell’Impero ottomano si scontrarono con quelle cristiane della Lega Santa che riuniva sotto le insegne pontificie la Repubblica di Venezia, l’Impero spagnolo con il Regno di Napoli e di Sicilia, lo Stato Pontificio, la Repubblica di Genova, i Cavalieri di Malta, il Ducato di Savoia, il Granducato di Toscana e il Ducato di Urbino. La Repubblica di Lucca finanziò la flotta genovese.

Lepanto, S. Maria della Vittoria, poi Madonna del Rosario

In ricordo della vittoria della Lega Santa, papa Pio V (1504-1572):

  • modificò il testo dell’Ave Maria, nella forma ancora in uso oggi;
  • aggiunse le Litanie Lauretane al Rosario, anche con l’appellativo Auxilium Christianorum (Maria aiuto dei cristiani); 
  • consacrò il 7 ottobre a “Santa Maria della Vittoria”.

 

Gregorio XIII (1572-1585) intitolò poi la festa alla Madonna del Rosario, tuttora nel calendario liturgico cattolico-romano il 7 ottobre.

Nel clima del Concilio Vaticano II, papa Paolo VI (1897-1978), incontrando il nuovo Ambasciatore della Turchia presso la Santa Sede, il 19 gennaio 1967, scelse di restituire «un antico stendardo, preso al tempo della battaglia di Lepanto, che, da allora, si conservava nelle collezioni del Vaticano».

Bibliografia