All’alba della modernità: Dante e Boccaccio
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AT THE DAWN OF MODERNITY: DANTE AND BOCCACCIO
“I would gladly learn from you which of the three laws you consider to be the true one: the Jewish, the Saracen, or the Christian.”
— Giovanni Boccaccio, Decameron, First Day, Third Story
AT THE DAWN OF MODERNITY
In the fourteenth and fifteenth centuries in Europe, knowledge of Islam resulted from commercial contacts, translations of Arabic texts, and accounts often filtered through a Christian perspective.
Dante against the “Muslim schism”
Dante Alighieri shows a certain familiarity with Arab and Islamic culture, probably mediated by texts such as the Book of the Ascension of Muhammad, which recounts the Prophet’s otherworldly journey.
However, in the Divine Comedy, his position is clear and consistent with the theological vision of his time.
In Inferno, Canto XXVIII, 22–63, Muhammad is placed among the sowers of discord, punished by having his body split open from chin to waist, while his companion Ali appears with his head split from chin to crown.
The punishment has a clear symbolic meaning: physical division represents the religious division that, according to Dante, Islam caused within Christianity, since he also considered Islam a Christian heresy. The poet’s language is deliberately harsh and realistic, intended to provoke disgust and reaffirm condemnation of those who cause schisms.
Boccaccio and the Parable of the Three Rings
A very different approach is found in Giovanni Boccaccio in the Decameron, where Islam is not the object of condemnation but becomes part of a discourse of comparison and religious tolerance, of which the third novella of the First Day is a striking example.
The protagonist is the Sultan Saladin, portrayed as a wise and intelligent ruler, who tests the Jew Melchizedek by asking him which religion is true among Judaism, Christianity, and Islam.
The answer is given through the Parable of the Three Rings: a father gives each of his three sons an identical ring, making it impossible to determine which one is the authentic one.
The meaning is clear: no religion can claim exclusive possession of truth with certainty, and what truly matters is personal conduct.
The comparison between Dante and Boccaccio highlights two opposing worldviews.
Dante embodies a strongly theocentric mentality, in which Islam is seen as heresy and Muhammad as a sowing of discord.
Boccaccio, on the other hand, expresses a more secular and rational outlook, anticipating Humanism, grounded in dialogue and respect among religions.
Through these two authors, we can observe the beginning of a shift from a culture of condemnation to a culture of tolerance.
Io saprei volentieri da te quale delle tre leggi tu reputi la verace,
o la giudaica o la saracina o la cristiana
G. Boccaccio, Decameron, Giornata prima, novella terza
Nel XIV-XV secolo, in Europa, la conoscenza dell’Islam era il risultato di contatti commerciali, traduzioni di testi arabi e racconti spesso filtrati da una prospettiva cristiana.
Dante contro lo “scisma musulmano”
Dante Alighieri (m. 1321) dimostra una certa conoscenza della cultura araba e islamica, probabilmente mediata da testi come il Libro della Scala di Maometto, che racconta il viaggio ultraterreno del profeta dell’Islam. Tuttavia, nella Divina Commedia, la sua posizione è netta e coerente con la visione teologica dell’epoca.
Nell’Inferno – canto XXVIII, 22-63 –, Maometto è collocato tra i seminatori di discordia, punito con lo squarcio del corpo dal mento in giù, mentre accanto a lui compare Alì, aperto dal mento al capo.
La pena ha un chiaro valore simbolico: la divisione fisica rappresenta la divisione religiosa che, secondo Dante, l’Islam ha causato all’interno della cristianità, poiché anche lui considerava l’Islam una eresia cristiana. Il linguaggio usato dal poeta è volutamente crudo e realistico, volto a suscitare disgusto e a ribadire la condanna a chi provoca scismi.

Boccaccio e la parabola dei tre anelli
Molto diversa è l’impostazione di Giovanni Boccaccio (m. 1375) nel Decameron dove l’Islam non è oggetto di condanna, ma entra in un discorso di confronto e tolleranza religiosa, del quale la novella terza della prima giornata è un fulgido esempio.
Il protagonista è il sultano Saladino, raffigurato come un sovrano saggio e intelligente, che mette alla prova l’ebreo Melchisedech chiedendogli quale sia la vera religione tra Ebraismo, Cristianesimo e Islam.
La risposta avviene attraverso la parabola delle tre anella: un padre dona a ciascuno dei suoi tre figli un anello identico, rendendo impossibile stabilire quale sia quello autentico.
Il significato è chiaro: nessuna religione può rivendicare con certezza il possesso esclusivo della verità, e ciò che conta davvero è il comportamento morale degli uomini.
Il confronto tra Dante e Boccaccio mette in luce due visioni opposte.
Dante incarna una mentalità fortemente teocentrica, in cui l’Islam è visto come un’eresia e Maometto come un seminatore di discordia.
Boccaccio, invece, esprime una visione laica e razionale, anticipatrice dell’Umanesimo, fondata sul dialogo e sul rispetto tra le religioni.
Attraverso queste due opere, si può osservare il passaggio da una cultura della condanna a una cultura della tolleranza, che segna una svolta fondamentale nella storia del pensiero europeo.